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ATTENZIONE: in relazione alle gite inserite e descritte in questo blog, gli autori declinano ogni responsabilità per incidenti occorsi ad eventuali ripetitori. Inoltre non verranno indicate difficoltà, pendenze, materiali occorrenti ecc perchè crediamo siano informazioni che competono a guide alpine, libri e/o altri siti

domenica 1 maggio 2011

Canalone Vernel 3000mt


una zoommata sul piccol grand canalon Vernel

30-04-2011

Eccolo là... sempre stato là... in bella vista... ma mai fatto!!!
E così all'ultimo giorno di apertura della cestovia in Marmolada (come non approfittare?) partiamo per questo stupendo itinerario, che visto dal lago di Fedaia sembra "in piedi" mentre poi è risultato, sebbene ripido, ben più umano.

Io, Bruno, Pietro e Marco partiamo subito in discesa, perdendo quota, verso l'imbocco del famoso canyon dove ci attrezziamo per la salita.
La neve sembra bellina, giusti quei 10-20cm su fondo duro, che ci permette un agevole progressione e ci fa sperare in una bella sciata.

da poco iniziata la salita

Ad un certo punto, a metà canalone, un gruppo di 6-7 persone che ci ha preceduto e che sta già scendendo grida:"occhio valanga!!!!" .... ma alla fine tutto si riduce ad un innocua colata e soprattutto scopriamo poco dopo che è stata staccata da un nostro amico... che forse voleva aumentarci il coefficente di difficoltà.

... è anche giunto il momento di proseguire a piedi, con ramponi, fino a raggiungere la meta, ovvero la forcella compresa tra il Piccolo e il Gran Vernel.
Prima di iniziare la discesa dobbiamo attendere il diradarsi delle nubi ma finalmente, con visibilità buona, iniziamo questa entusiasmante discesa su neve bella fino a 2300mt


Bruno 'apre'


prime curve (sulla sx il distacco di neve fresca)




piccola pausa fotografica

... dopodichè inizierà una sbobba polentosa infernale che ci accompagnerà fino al lago di Fedaia.

dalla Sercer Production... il video !

Canalone Vernel 3000m Snowboard from pietro ciotti on Vimeo.

sabato 23 aprile 2011

Forca Rossa - Pelmo

23-04-2011

Partenza dal parcheggio dove parte la strada per il rif Città di Fiume e c'è ghiaia. Si Cammina un pochino sui sassi, poi finalemente si riesce a progredire con gli sci ai piedi su neve dura.

anche i versanti Nord cominciano ad essere magri

La neve non molla e così, dopo aver superato la prima balza, tutto in groppa e ramponi ai piedi per gli ultimi 300mt di dislivello che separano dalla cima.

dopo la prima balza, un occhiata alla fessura del Pelmo e due skialp che si accingono a percorrerla (mmmhh, meglio aspettare momenti più polverosi)

Sebbene ci si trovi su un versante Nord, a pochi metri dalla forcella c'è l'illusione che il bel sole alto scaldi e smolli la neve.

in vista della forcella con il sole


un occhiata in basso: arriva gente, meglio sbrigarsi

Ma nemmeno il tempo di averlo pensato e arrivano nuvole che lasceranno la neve dura e una sciata prudente e controllata.
La partenza è un pò ripidina per l'effetto cornice ma tutto si risolve in 2-3mt e poi giù una cuvetta alla volta finchè si giunge al pianoro sottostante dove la neve è un pò meglio.
mah...mi sa che la stagione, per me, è finita... per dare spazio a escursioni estive.

dislivello salita = dislivello discesa = 950mt

martedì 5 aprile 2011

Marmolada - Punta Penia - parete NW

05-04-2011

....la prima cosa che mi viene in mente è: "7cm possono bastare"
ed in effetti così è stato!

siamo partiti io e Bruno con la funivia alla volta di Punta Rocca e da qui scesi, un pò demoralizzati, verso la Lydia... crostosa e senza un baffo di polvere.
Scendendo teniamo la diagonale sx con l'intento di prendere la normale estiva che dovrebbe portarci a Punta Penia ma siamo avvolti da nuvoloni non molto convincenti; così proseguiamo la discesa fino al traverso tracciato che arriva da Pian dei Fiacconi. Qui mettiamo le pelli e cominciamo a salire sempre su neve dura con uno spolvero sopra che rende molto faticosa la progressione per continui svivolamenti laterali, alternati a equilibrismi sulle lamine e rampanti.

Durante la salita al cospetto della parete Nord della Punta Penia

In vetta Bruno e io a una cinquantina di mt veniamo accolti da nuvole e vento che non rendono confortevole la sosta e così organizziamo la discesa velocemente e con le mani inaspettatamente ghiacciate.
L'idea è di fare la parete NW ma l'assaggio di neve avuto finora non è molto incoraggiante.
Decidiamo di portarci all'ingresso e vediamo che i passaggi dei giorni precedenti non ci sono più e sono ricoperti da riporti di neve fresca di scarso spessore...7cm circa... che, sul fondo duro, permettono una discesa divertente e relativamente sicura.

metà discesa... Bruno verso uno dei tratti ripidi

Arrivati alla strozzatura-calata scendiamo con la piccozza in mano ma lo spessore della neve diminuisce sempre più fino a diventare una spolverata sopra le roccette... finalmente tra una grattatina alle lamine e l'altra arriviamo al conoide sottostante e da lì ci sfoghiamo su neve bella, priva di tracce!

finalmente espulsi, ci si rilassa


con belle curve...


...su bella neve, in completa solitudine

Invece di imboccare il caratteristico canyon abbondantemente tracciato decidiamo di scendere verso i Pian Trevisan per poi rientrare a dx orografica verso l'acquedotto che ci porterà alla partenza della bidonvia.
Una giornata super con una neve sorprendente !

sabato 26 marzo 2011

Tofana di Mezzo - parete Ovest (salita dal Bus Tofana)

26-03-2011
Secondo me la discesa della Tofana di Mezzo meritava una ripetizione …e così oggi ci sono tornato con Bruno e Rainer.
Questa volta abbiamo deciso per la salita della ferrata che dal Bus Tofana porta alla vetta, convinti che 350mt di dislivello ce li saremmo bevuti in un attimo: in realtà concluderemo la gita stanchi morti per la fatica.

il tracciato della salita versante sud della Tofana di Mezzo

Partiamo dall’arrivo della seggiovia e iniziamo la salita su neve molle e abbastanza faticosa; raggiungiamo le prime 2 scale metalliche che superiamo goffamente a causa del peso dei nostri zaini e qui incontriamo il primo traverso esposto e poco simpatico che propongo di affrontarlo assicurati e che viene tracciato a passo fermo e sicuro da Rainer.

traverso (Rainer sistema gli sci che toccano la parete)

La salita è costantemente intervallata da facili pendii e da cenge esposte, alcune delle quali decidiamo di assicurarle con la corda.

parte finale della salita

In vetta veniamo accolti da una temperatura piuttosto mite e dopo i consueti preparativi partiamo verso l’imbocco del nostro itinerario il cui accesso è caratterizzato da una suggestiva cresta-cornice che fa da spartiacque tra RaValles e il versante nord della Tofana di Mezzo.

una partenza delicata

Imbocchiamo il canale che è graziato da neve con leggera crosta ben sciabile, ma che richiede pur sempre una sciata controllata per la presenza di zone a neve trasformata dura.

prime curve. Bruno a dx e Rainer a sx (dietro di lui scende il canalone)


quando la neve è buona... si può spingere!


Bruno e Rainer a metà strada, verso la sezione più ripida


sezione ripida vista dal basso

Quando in discesa arriviamo nella zona cupa del canalone constatiamo purtroppo che è molto lisciato e duro, sia da precedenti valanghe che da processi di fusione e questa situazione ci obbliga a curve controllate (e anche ingloriose derapate nel mio caso).
Prima di arrivare al fatidico salto siamo messi alla prova da un altro tratto ghiacciato da superare a ramponi e piccozza.
Arriviamo al salto con la leggerissima illusione di poterlo superare sciando ma ci sono due scivoli ghiacciati impercorribili e così dobbiamo ricorrere alla discesa in corda doppia che oggi richiede 33mt (30mt di corda, 2mt di cordino x allungare la sosta e 1mt per effetto elastico per raggiungere la terrazzetta più bassa:) ).

Bruno finalmente spolvera l' 8 per una discesa in doppia con i fiocchi

Poco sotto il conoide di valanga, dove siamo atterrati, abbiamo ripellato verso il rif Giussani dove ci attende una neve cotta come polenta… ma ci va bene lo stesso.
Giornata super, senza nuvole

il video, Rainer production


dislivello in salita = 350+150 = 500mt
dislivello in discesa = 850+550 = 1400mt (fino al rif Dibona)

lunedì 21 marzo 2011

La "combinata" al Sella: Holzer + v.Culea o v.Setus

20-03-2011

Giornata super a 5 stelle
Confesso che durante il tragitto in auto erano molti i dubbi sul buon esito della giornata : distacchi ovunque dovuti alla neve recente molto pesante e al gran caldo, ma l’abbassamento delle temperature previsto da Arabba si è avverato e ha dato una sistemata alla situazione (….ma occhi sempre ben spalancati!)
Siamo in 4 (io, Bruno, Luciano e Marco) e 3 ragazzi della zona di Brunico (Rainer & soci) che ci invitano molto tranquillamente ad una prima run sul canale Holzer. Dunque saliamo in funivia al sass Pordoi e poco dopo ci buttiamo giù per il noto canale su neve buona e un po’ pressata.

imbocco del canale holzer... poi all'interno di questo cupo frigorifero la batteria della macchina fotografica, momentaneamente, mi abbandonerà


Luciano in azione nell'Holzer

All’interno del canale la neve và un po’ interpretata per la presenza di qualche accumulo ma la discesa prosegue bene fino ad una colata di ghiaccio duro come il vetro….. qualche tentennamento sul da farsi e così io (aiutato anche dalla piccozza) e Marco decidiamo di spigolare fino ad arrivare alla neve sottostante. Luciano e Bruno tolgono gli sci e scendono tra roccette e neve mentre Rainer, da perfetto gentiluomo, allestisce una corda doppia per la sua ragazza.
Alla fine dell’Holzer il gruppo si divide. Mentre Rainer opta per una trasferta in Marmolada, noi ci separiamo allo scopo di riunirci all’imbocco del Miara. Bruno e Marco scendono per la Lasties e io e Luciano mettiamo le pelli e risaliamo la val Largia in completa solitudine in un paesaggio da favola.

Luciano durante la salita alla val Largia ammira il Piz Boè... e anche il canale appena sceso.

Durante la salita sono sempre più dubbioso su quanto azzardato sia, oggi, il Miara soprattutto per le condizioni in basso finchè scegliamo la f.lla dei Ciamorces 2929mt come rendez-vous. Da lì partiamo verso il rif Cavazza su bella neve e gran curvoni. Poco sotto ci ri-dividiamo: Luciano e Marco decidono per la val Culea integrale (d’altronde perché non approfittare della salita perfettamente scalinata da altri 2 skialp?) mentre io e Bruno optiamo per una val Setus, in prima traccia.

Bruno apre le danze... sullo sfondo la strada del p.sso Gardena


e poco più in basso la neve è perfetta

Alla partenza della Setus dobbiamo scegliere bene l’ingresso ma poi il canale, che scende a goccia d’acqua verso il p.so Gardena, è graziato da neve ben sciabile, tanto da prendersi un “stupendo”!!!

espulsi dalla val Setus

dislivello in salita = 600mt
dislivello in discesa = 1700mt

domenica 6 marzo 2011

Tacca del Cridola - attraversata

06-03-2011

E' una gita bella di suo, ma fatta in attraversata ha un fascino ancor più particolare.

Partiamo da forni io, Macs e Antonello e prendiamo la mulattiera che porta al rif Giaf e quando lo raggiungiamo proseguiamo oltre, per dolci pendii, diretti alla forcella Scodavacca: una spettacolare sella con un panorama eccezzionale.

rif Giaf bello carico di neve


verso forcella Scodavacca. Ogni sosta è buona per contemplare e studiare nuovi itinerari

Da detta forcella giriamo verso dx, nord, sul pendio esposto a sud che scende proprio dalla Tacca e che dopo alcuni zig-zag si irripidisce al punto da farci togliere gli sci e farci proseguire a piedi (con tanto di fardello in groppa).
Raggiuungiamo la forcella, Tacca, e ci prepariamo per la discesa con un occhio al panorama sempre superlativo.
Oggi avevamo abbandonato da subito l'idea di trovare la discesa intonsa ma eravamo certi di trovare dei bei fazzoletti bianchi, tutti per noi.

macs nel primo tratto macinato

Così partiamo sul primo tratto ripidino e macinato per poi piegare sulla sx orografica fino a raggiungere i pendii intonsi sempre su bella neve (con qualche accumulo qua e là tali comunque da non impensierci)


antonello nella polvere


macs nei pendii intonsi completa le "S"

Nella parte più bassa i dolci pendii hanno neve un pò cotta...

antonello... neve densa ma ottima !...



...soprattutto per la tavola!

ma sempre ben sciabile fino a raggiungere la stradina laterale del torrente, purtroppo non ben ricoperta che ci ha allungato leggermente il previsto rientro a piedi.

video Macs in action ;-)

Tacca del Cridola - discesa nord. Rider Max from antonello fiorin on Vimeo.

domenica 6 febbraio 2011

Val delle Bance - attraversata

06-02-2011
Era da un pò che avevamo in mente questo itinerario in attraversata, incuriositi da una vecchia guida di Tremolada&Gallo.
Qualche perplessità ci era sorta leggendo i tempi di percorrenza: 5h ! ma dopo le telefonate di rito ci rassicuriamo e riusciamo anche a stuzzicare la voglia ad altri... e così, ultimamente, sembra un itenario decisamente in voga.

Oggi è il nostro giorno e partiamo io, Antonello e Macs dal ponte Val Popena auta diretti all'omonima valle per circa 300mt di dislivello per poi deviare verso dx, verso il Cristallino.

la nostra salita, apparentemente senza via d'uscita, al cospetto del Cristallino

Saliamo ancora 300mt di dslivello sci a piedi finchè, alla base del canale ripido e stretto, siamo costretti a caricarci tutto in spalla per affrontare gli ultimi 400mt di dislivello.

l'imbocco del canalino dove cambiamo assetto.


a 2/3 del canalone

La salita su neve dura è agevole ma comunque faticosa fino a diventare più delicata in prossimità di un 'ginocchio' ghiacciato e stretto che caratterizza il tratto chiave della salita.

il tratto chiave della salita

Siamo prossimi alla forcella e già sognamo che la neve sia bella polverosa... sogno che viene infranto da 2 altoatesini che partono prima di noi e che lanciano, con le lamine dei loro sci, dei fastidiosi sgraaat sgrat che ci fanno storcere il naso.

prime prudenti curve di Antonello

Poco male... partiamo anche noi con curve prudenti in un ambiente eccezionalmente bello fino a quando, circa 200mt più in basso, troviamo dei bei riporti di pochi cm di neve che ci consentono belle curve, quasi insperate.
La discesa si svolge lineare sulla dx orografica in modo regolare ad eccezion fatta per un breve tratto ripido e non ben coperto.

la neve migliora


la neve polverosa è un'altra cosa... ma ci si può accontentare


uno dei tratti più suggestivi


macs si lancia sulla polverella

Non osiamo immaginare cosa sarebbe questa valle con un pò di neve polverosa, vera.
La parte bassa che ci depositerà sul Ru Popena avviene su un boschetto un pò articolato ma alla fine arriviamo ben soddisfatti alla strada statale (dove i due altoatesini ci attendono per darci un passaggio per raggiungere l'auto e che ringraziamo)

disliv salita = 1050mt
disliv discesa = 1150mt

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