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ATTENZIONE: in relazione alle gite inserite e descritte in questo blog, gli autori declinano ogni responsabilità per incidenti occorsi ad eventuali ripetitori. Inoltre non verranno indicate difficoltà, pendenze, materiali occorrenti ecc perchè crediamo siano informazioni che competono a guide alpine, libri e/o altri siti
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venerdì 7 luglio 2017

Cima Spe 2314mt

01-07-2017

Parcheggiamo io e Giorgio a quota 1100mt sulla strada che dal lago di Calalzo porta al rif Padova.
Attraversato il torrente poco sotto, imbocchiamo il sentiero che porta dritto a f.lla Spe.
Prima di raggiungerla ci concediamo una divagazione a f.lla Cadin di Vedorcia per ripido e faticoso ghiaione.
Ritornati sui nostri passi ci dirigiamo verso la citata f.lla Spe; da qui, verso Ovest, parte la via normale che è contrassegnata da soli ometti e, con alcuni passaggi esposti, porta alla cima.
Macchia è a suo agio sulle cenge esposte... un pò meno sui passaggi di I°
Torniamo sui nostri passi e prima di raggiungere la f.lla giriamo a SX (Nord) per ripido ghiaione, fino a ricongiungerci al sentiero che porta al tranquillo rifugio Tita Barba... dove ci attende una meritata birra.
Per tornare all'auto seguiremo il sentiero trasversale che porta a malga Vedorcia e che ci porterà verso il sentiero percorso il mattino.

verso f.lla Spe


passaggi friabili della via normale a Cima Spe


passaggi suggestivi della via normale a Cima Spe


ghiaione verso sentiero del rif Tita Barba; Macchia senza scarpe da ghiaione accuserà questa discesa :(


dal rif Tita Barba panorama verso gli Spalti di Toro

Dislivello di salita = dislivello di discesa = 1500mt

lunedì 20 ottobre 2014

Campanile Toro 2345mt

19-10-2014

Gran bella giornata ieri... sereno e temperature miti.
Partiamo io, Andrea, Daniele, Michele, Umberto da rif. Padova verso sentiero per forcella Segnata.
Al primo bivio seguiamo a destra una marcata traccia che conduce al bel anfiteatro degli spalti di Toro.
In asse con il campanile nascosto da altra cima, proseguiamo ancora verso Sud Ovest per poi risalire il ripido e faticoso ghiaione che porterebbe a forcella Le Corde.
Un centinaio di metri prima della suddetta forcella ci fermiamo in prossimità di una marcata cengia con 3 bolli rossi.
La cengia, delicata, è diretta verso sx in 50mt conduce al vero e proprio attacco.
L1: 35mt : si sale dritti per successione di due fessura/camino. Faticosi con lo zaino. (1ch. III+°)
L2: 20mt : si sale obbliquo da sx verso dx per rocce scalinate (II°)
L3: 50mt : cengia verso destra, fino al secondo ometto(0°)
L4: 50mt : si sale diedro/camino, inizialmente obbliquo verso sx, poi dritto. Quando il diedro è troppo stretto si obbliqua verso sx per portarsi sul filo dello spigolo (II+°)
L5: 30mt : si sale per diedro, sfruttando solo la parete appoggiata, fino a sbucare su forcella esposta (II°)
L6: 50mt : si sale per una delle due fessure dritte fino a sbucare su un pulpito. Qui si traversa a dx fino a ad arrivare ad un diedro appoggiato che porta al filo dello spigolo a pochi metri dalla vetta. attenzione agli attriti! eventualmente spezzare in due tiri( II+°)
La prima discesa in doppia, a differenza della salita, è diretta sulla parete sud... poi le altre invece seguono la via di salita.
Tutte le soste sono tasselli e anello di calata.
La roccia è da considerarsi solida e buona ma ricoperta da detriti che spesso è facile smuoverli.


eccolo là il campanile... all'apparenza repulsivo


parte terminale della 1^cengia


panorami rilassanti verso N. by Andrea Sartorio


1°tiro, il più impegnativo. by Andrea Sartorio


4° tiro, riflessioni sullo spigolo. by Andrea Sartorio


5°tiro che fa pregustare la cima in vista. by Andrea Sartorio


prima doppia aerea. by Andrea Sartorio

dislivello di salita = dislivello discesa = 1100mt

lunedì 5 agosto 2013

Via Pacifico - Croda Cimoliana 2408mt

03-08-2013

Un paio di week-end di 'croda'.
La settimana scorsa con Walter alla Cima Cadin de le Bisse, sperone ovest via Bernardi V o V+A0.
La giornata, si sapeva, è stata divertimento assicurato! ...e con l'obbligo di abbandonare il linguaggio convenzionale:
- molla tutto !
- libera !
- recupera !
- parti !
- ok parto !


ma limitando il tutto a:
- bon o hou ! :-)

Oggi invece con Carlo alla Croda Cimoliana a fare la via Pacifico (350mt IV+ pass V, chiodi di passaggio e soste a chiodi da rinforzare) in completa solitudine ma con sottofondo di applausi del pubblico per quelli che raggiungevano la cima del Campanil di Val Montanaia.

la via Pacifico

La via nella parte iniziale è senza via obbligata, su roccia buona, fino ad arrivare alla biforcazione di due diedri... si prenderà il ramo Sx con bella arrampicata e tiri molto sostenuti e lunghi.

il tiro chiave della salita


scorcio, dall'alto, sul Campanile di Val Montanaia

In cima impagabile panorama !
La discesa (se sembrava ostica quella della settimana scorsa) è stata molto tesa: quasi tutta con passaggi di II su roccia rotta e sporca con annesse tre discese in doppia.
Per fortuna l'individuazione della discesa è facilitata da segni rossi e ometti... in 2h si è di nuovo all'attacco della via.

uno dei tratti delicati della discesa

dislivello di salita = dislivello discesa = 800mt avvicinamento + 300mt via (350mt sviluppo)



domenica 21 ottobre 2012

Sentiero Marini - Parco Dolomiti Friulane

20-10-2012

L'ideale oggi è non superare quote elevate per non rischiare di trovare neve!
Con Macs, Marco, Antonello e Nicoletta partiamo da Pian Fontana (Val Cimoliana) alle h.9.30 a quota 930mt (2° brrr) sentiero 390... direzione Casera Laghet de Sora 1871mt.
*
subito passaggio "chiave": attraversamento torrente su tronco viscido

Un oretta e mezza e la raggiungiamo, dove facciamo una breve pausa.

Casera Laghet de Sora è ormai lontana

Ripartiamo verso destra (est) e ci incamminiamo verso la panoramica f.lla Spe dove pranziamo (io mi godo il sole... gli altri raggiungeranno anche cima Spe, 300mt più in alto per gustare un panorama ancora più ampio).

sguardo verso f.lla Spe


f.lla Spe e in alto a sx cima Spe

Proseguiamo verso il biv. Gervasutti e poi ancora verso l'esposto e difficile sentiero Marini (che ci dicono sia stato restaurato, ma le frequenti frane continuano a massacrarlo lasciando passaggi infidi su ghiaia compatta)dove in molti punti è assolutamente vietato cadere e richiedono passo fermo e assenza di vertigini.
Con prudenti saliscendi percorriamo il bellissimo versante sud di cima Ciadin di Toro: una sorta di anfiteatro roccioso magnifico e nel contempo selvaggio.


al biv. Gervasutti


parziale panoramica del sentiero Marini

Ancora infiniti saliscendi per raggiungere per ultimo il rif Pordenone dove avevamo parcheggiato la seconda auto.

prima di raggiungere il rifugio, breve contemplazione al mitico Campanile di Val Montanaia

dislivello = 1500 mt (+300mt per cima Spe)

lunedì 27 giugno 2011

rifugio Padova - sentiero naturalistico

26-06-2011

Dopo una doverosa pausa, un mese sabbatico, si riprende contatto con la montagna con un approccio molto soft ma in luoghi che, dal punto di vista floro-faunistico, sono semplicemente stupendi.

rif Padova con sullo sfondo il Monfalcon (che ispira nuove gite invenali)

Raggiunto il rif. Padova dopo tre quarti d'ora di cammino proseguiamo per sentiero 352, verso casera Vedorcia tra boschetti, prati e ruscelletti in assoluta pace e tranquillità.

ranocchio e mimetismo


Rio de Val

Raggiunto Rio de Val, per non affaticare troppo la nuova 'praticante' abbiamo deciso di imboccare il sentiero che segue il corso del torrente e, tra guadi e dirupi, ci porterà all'auto.

caldo piacevole al sole...fresco refrigerante nel boschetto


un pò di prudenza sul guado con rocce lisce... ma Anna, al suo 4°mese, tra gli schizzi d'acqua è tranquilla!!!

domenica 9 maggio 2010

Forcella Montanaia

09-05-2010

Ultime sciate della stagione… ma entusiasmo e voglia di partir presto non mancano.
Oggi la partenza è nei pressi del rif Padova, ora comodamente raggiungibile in auto.
Io, Luciano e Carlo partiamo alle 6.30 dall’auto e per mezz’oretta ci portiamo sul groppone il consueto fardello fino a raggiungere le prime lingue di neve a quota 1600mt.
La salita è su neve dura e con parecchi grumi di vecchie valanghe e ci fa intuire che la discesa richiederà un po’ di attenzione. Man mano che procediamo la salita diventa sempre più ripida e così Luciano e Carlo allungano mentre io con la split rimango sempre più in bilico tra lamine e rampanti, ma alla fine raggiungo la f.lla Montanaia senza dover mettere i ramponi… il che è già gratificante.
Ma la gran soddisfazione è proprio il panorama: la vista sul campanil di val Montanaia, sull’Antelao ecc.

la fatica vale il panorama

Grazie all’allungo Luciano e Carlo riescono a concedersi un paio di curve su un bellissimo firn, sul versante sud, verso il succitato campanil per poi tornare sui loro passi e raggiungermi in forcella.
Inizia così la discesa sul bellissimo e suggestivo canalone (è ancora vivo il ricordo di quando l'estate scorsa l'avevo percorso a piedi e che mi aveva invogliato in modo particolare) su neve che ancora non è riuscita a mollare.

alla ricerca di neve migliore


belle curve tra un inquietante valangone

Le curve vorremmo non finissero mai ma ben presto arrivano i sassi, i mughi…

dislivello salita = dislivello discesa = 1050mt

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