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ATTENZIONE: in relazione alle gite inserite e descritte in questo blog, gli autori declinano ogni responsabilità per incidenti occorsi ad eventuali ripetitori. Inoltre non verranno indicate difficoltà, pendenze, materiali occorrenti ecc perchè crediamo siano informazioni che competono a guide alpine, libri e/o altri siti
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venerdì 17 maggio 2019

Canale Nord Bureloni - Pale di San Martino

27-04-2019

Fatti due conti dovremmo trovare 20-30cm di polvere... e invece no. Troviamo 10-15cm di polvere (per carità...buttali via) su fondo extra strong, dove la caduta resta caldamente sconsigliata.
Partiamo da passo Rolle e passiamo per la spettacolare Baita Segantini per poi scendere nella piana di Val Veneggia a quota 1900mt circa. Qui inziamo a salire verso il Canale Bureloni, ben visibile, ma non molto convincente.
Nel canale ci sono 1-2 rigole di neve, dure, che agevolano molto la salita dei forti battitori Carlo e Margherita... e io e Matteo seguiamo a ruota e viviamo di rendita :)
Arrivati in forcella alla base della cima Bureloni (che è 100mt sopra di noi) notiamo accumuli sparsi che sconsigliano di raggiungere la vetta stessa.
La discesa sarà bella, divertente e prudente... gran bella giornata!

fine della salita con giornata serena, senza vento... e panorami spettacolari.

Video:

venerdì 31 agosto 2018

Giro delle Pale di San Martino in MTB

19-08-2018

Giro a dir poco spettacolare.
Parto da solo, da Falcade e prendo la cabinovia 'le buse' da qui scendo per mulattiera fino alla strada del passo Valles.
Da qui scendo fino all'imbocco della val venegia; qui la strada è zeppa di gente ma con calma si passa, fino a raggiungere la baita Segantini
Da qui si scende fino a passo Rolle e giu fino a San Martino di Castrozza (con qualche bella variante 'taglia-tornante').
Si prende ora la cabinovia e la funivia che mi porteranno alla base de La Rosetta. Ora in discesa fino al rif Rosetta Pedrotti dove farò pausa pranzo... anchè qui in un mare di gente.

Quando si riparte, alla volta del sentiero 756, si entra in un altra dimensione: la gente è sparita e si pedala in mare di roccia.
A forcella Antermarucol seguo la deviazione per il sentiero 761 che costituisce il tratto chiave della discesa... per poi diventare più facile e stupendo fino a malga Campigat e successivamente in Valle San Lucano - Taibon Agordino

Dislivello salita = 1500mt
Dislivello discesa = 3000mt

dall'arrivo della cabinovia le buse: la giornata promette bene


quasi a baita Segantini: vista sui tornanti appena fatti in salita e vista su Travignolo, Vezzana ecc


passo Rolle: inizio di un singletrack 'taglia-tornante'


stazione a monte della funivia: vista su rif Rosetta Pedrotti


tratto di sentiero 761 con vista su Vezzana versante Sud


ora splendida discesa verso malga Campigat


domenica 11 marzo 2018

Mulaz 2906mt - attraversata per versante Est

10-03-2018

Gite che nascono un pò per caso.
Partiamo io, Alessio e Federico dalla Val Venegia con l'intenzione di fare la Cima del Mulaz e poi, tornati al passo del Mulaz, puntare al Rifugio Volpi e giù verso Falcade.
La salita è già ben tracciata da 6-7 persone ben più mattiniere di noi. La neve inizialmente non è bellissima ma al pianoro, compreso tra Farangole e Mulaz migliora.
Giunti in vetta constatiamo che la discesa verso la parete Est è tracciata e decidiamo di dare un bel 'plus' al nostro progetto originario.
Discesa decisamente impacciata da parte mia... perchè gli sci nuovi, mai provati prima, non so come si comporteranno.
Ad un certo punto della discesa sfruttiamo l'opportunità di un canalino sulla Sx orografica (verso N) che ci permette di guadagnare lo spettacolare vallone che, con grande curva verso Dx, ci porterà alla sommersa Casera Focobon e poi nel vallone che porta a Falcade.
Dai 1900mt in giù la neve è cotta, bagnata

p.s.: Questo itinerario viene denominato 25C della guida di scialpinismo nelle Pale di Cagnati e Company

Dislivello in salita 1300mt
Dislivello in discesa 1700mt

La stradina della Val venegia, con ampia vista su Bureloni ecc - foto Alessio


Vetta Mulaz, sole


Panorami dalla vetta - foto federico


Discesa sulla Est...emozione da provare - foto Alessio


Canalino ripido - foto Alessio


Canalino ripido - foto Federico


Canalino ripido visto da dall'uscita


Nei pressi della sommersa Casera Focobon... i panorami non stancano mai :)


battute finali: il vallone/torrente che ci porterà a Falcade

mercoledì 14 settembre 2016

"il Cor" Pala dei Balconi 2621mt

27-08-2016

Oggi scopro che Alessio, local della vallata agordina, non ha mai fatto questa gita... e io tanto meno.
Così quando me lo propone sono ben felice di accompagnarlo.

Si parte da Gares e per comodo sentiero fino a malga Campigat. Da qui si gode di una bella vista sulla via che ci attende.
Proseguiamo fino ad imboccare un ripido e delicato canale in discesa per poi iniziare la salita di una banca detritica che, con salita da destra verso sinistra porta all'inizio della salita vera e propria.
La via di salita è facilmente intuibile e non obbligata, con qualche raro bollo rosso; la roccia è ripida e buona.
Purtroppo l'alternarsi di zolle erbose-terrose-umide sporca in continuazione la suola delle scarpe compromettendo il grip ... in un posto dove è assolutamente vietato cadere!
Arriviamo al "cor", un foro nella roccia a forma di cuore... impossibile non fotografarlo.
Si prosegue poi in salita verso ovest, verso le Pale di San Martino, su tratti di cresta e cengia decisamente esposti, fino a raggiungere la cima poco accentuata delle Pale dei Balconi.
Da qui in discesa si seguono dei paletti segnavia (anche se il n° di sentiero non è riportato) tenendo un ampio semicerchio verso destra, verso nord, fino ad intercettare il sentiero 761 (che scende dal Rosetta ...e che ispira una bella discesa in mtb).
Ci lasciamo il Sass del Negher sulla destra e proseguiamo fino ad intercettare la malga Campigat di stamane

Dislivello di salita = dislivello di discesa = 1500mt

Foto by Alessio:

contemplazione verso le Pale... la Vezzana e Company


traversi esposti dal Cor verso la, ancor distante, Pala dei Balconi


...ed ecco il Cor


qualche traverso, zig-zag, in salita


lungo la salita al Cor

martedì 26 aprile 2016

Passo delle Farangole 2932mt

25-04-2016

Le previsioni meteo hanno cannato e le speranze di trovare 20cm di polverella ce le siamo messe in tasca :(
Con Albert, Andrea, Giorgia, Michele, Gianni partiamo dalla Val Venegia con tutto in spalla e, per strada sterrata, proseguiamo fino a quando incrociamo sulla sx i ghiaioni che scendono dal Bureloni, dove riusciremo a calzare gli sci.
Da qui, subito con rampanti, arriviamo al pianoro dove possiamo decidere se andare a sx, al Mulaz (oggi super trafficato) o a dx, verso il passo delle Farangole.
Decidiamo per quest'ultimo.
Verso la parte alta troviamo 2cm di riporto ...e quasi ci commuoviamo.
Il vento oggi accentua un freddo atipico e al passo delle Farangole ci godiamo un po' di sole prima della discesa.

Dislivello di salita = dislivello discesa = 1250mt

Foto di Albert

sui pendii che conducono al passo delle Farangole


quasi al passo, con sullo sfondo il Mulaz


scatto artistico (si notino gli sbuffi di powder :) )


al rientro la strada sembrava più lunga

mercoledì 30 settembre 2015

Ferrata Fiamme Gialle - bivacco Reali

28-09-2015

Partiamo io e Giorgio dalla Val Canali a quota 1300mt diretti al rif Treviso avvolti nelle nebbie poco incoraggianti del mattino.
Dal rifugio decidiamo di proseguire fino a quando, nei pressi del vallone dei Vani Alti, il cielo si apre e infonde fiducia.
La ferrata presenterebbe passaggi difficili se non fosse che è ottimamente attrezzata all'eccesso... e con le mani ghiacciate pian piano sbuchiamo sul pianoro dove sorge anche il bivacco Reali.
Facendo due conti, salire e scendere la Croda Granda comporterebbe 2h e con le nuvole che ancora incombono optiamo per scendere.
Dopo esser risaliti verso SW per una cinquantina di metri, scendiamo per ripide roccette verso forcella Vani Alti.
Qui, invogliati dalle indicazioni per rif Treviso, decidiamo di scendere a Nord verso il vallone dei Vani Alti trovandoci in breve su una ferrata dismessa (senza protezioni) su passaggi via via sempre più esposti fino a spingerci a rinuniciare.
Ripercorriamo così i nostri passi, di nuovo tra le nebbie, per poi scendere le ripide 'scalette' fino ad intercettare il sentiero per forcella delle Mughe.


la cima Mastorna si sta svestendo dalle nubi


inizio ferrata


ferrata ...sempre all'ombra


bivacco Reali e dietro la Croda Granda


abbandoniamo l'altipiano del bivacco



ripidamente verso forcella Vani Alti


giù verso il vallone Vani Alti... ignari della sorpresa

lunedì 3 dicembre 2012

Cima Venegiota quota 2400mt

01-12-2012

Si, è il caso di dire: "buona la prima" !

Viste le discrete quantità di neve in giro è meglio ricorrere a gite tranquille, sicure e così risulta più che buona l'idea di Macs, Antonello e Nicoletta per questa cima.
Temperatura ideale di 0° e visibilità pessima ci accompagneranno per tutta la salita.
Si parte dalla foresta che porta all'omonima malga Venegiotta, oltrepassata la quale si prende a sx, verso il bosco rado (visibile traccia sentiero estivo).
Al termine del bosco si punta alla cima di destra dove vi si giunge, per facili pendii, con poco più di 700mt di dislivello.

polvere o cielo stellato


prime curve

La discesa avviene su bella neve e con una luminosità traditrice per almeno 200mt poi diventa più sereno, regalando un suggestivo panorama e una sciata più decisa.

bella neve


paesaggi incantati

dislivello di salita = dislivello di discesa = 710mt

domenica 12 dicembre 2010

Forcella Sant Anna 2378mt

12-12-2010

...O meglio, f.lla Vani Alti.
Bella gita al cospetto del Sass d'Ortiga... gruppo delle Pale di San Martino.

La giornata è stata stupenda e il clima mite, ma non a sufficienza per mollare la neve e regalare una bella e facile discesa.

in prossimità del biv. Menegazzi e sullo sfondo il nostro itinerario

Io, Daniele, Macs e Antonello siamo saliti lungo l'infita mulattiera fino ad imboccare i pendii che dovrebbero portarci alla meta e che subito constatiamo duri come il marmo e, a scanso d'equivoci, mettiamo i rampanti.

Antonello durante la salita; sullo sfondo f.lla delle mughe

panorami

Il resto della salita è tutta in equilibrio sulle lamine dove dobbiamo scongiurare ogni errore, perchè una caduta su quella lastra vetrata sarebbe stata inarrestabile (come testimoniano un caschetto ripescato 200mt più a valle e un thermos... più trovato)

La neve non accenna a 'mollare' e arrivati ad un centinaio di metri dalla forcella decidiamo di interrompere la salita.

Iniziamo così la discesa con curve molto prudenti e che quasi non lasciano traccia ... per poi arrivare più in basso nella costa infame.

le pendenze diminuiscono e si riescono a fare un paio di foto in tranquillità

La seconda gita di test materiale posso dire che è comunque riuscita !

lunedì 12 aprile 2010

Travignolo c'è

11-04-2010

Come direbbe il buon Meda : TRAVIGNOLO C'E'!
dovevamo essere da tutt'altra parte ma alla fine attirati come l'orso dal miele ci siamo trovati a percorrere gli ultimi tornanti del passo Rolle.
8,30 si parte, baita Segantini è fiabesca come nel famoso quadro che la ritrae e dietro ad essa la linea sinuosa della nuova amata da domare e conquistare.

ed eccolo il passo del Travignolo

L'ascesa è come sempre in religioso silenzio ed oggi, se mai ce ne fosse la possibilità, lo è ancor di più, ogni pausa è buona per buttare uno sguardo all'insù a quell'insellatura alla fine di un budello che visto da distante e frontalmente appare come un muro bianco invalicabile.
A 50 mt. dalla strozzatura cambio d'assetto, split in spalla, ramponi ai piedi e picca in mano ci permettono una veloce progressione aiutati anche dalla comoda traccia di chi ci ha preceduto, 40, 30, 20, 10...passo del Travignolooo!
Uno strano gioco di nuvole lascia al sole poco spazio, lo puoi guardare ad occhio nudo come si fa con i filtri durante le eclissi di sole, è velato, sembra malato, poi improvvisamente come a teatro l'occhio di bue illumina la scena, la nostra forcella “s'accende” e per un breve tratto è l'unica zona nelle vicinanze illuminata, siamo comparse di questo splendido spettacolo.
Ci ristoriamo al sole, poi meccanicamente iniziamo i preparativi per la discesa.
Assembliamo le split gettando ogni tanto con finta noncuranza uno sguardo allo scivolo che ci attende, mette un po' di soggezione ma oggi ho sensazioni positive.
Parte Rudy, esita un po', con lo sguardo cerca la neve migliore, è in stallo, infine il movimento è quello giusto, quello “del non ritorno” e inizia la danza.
Lo seguo con lo sguardo fino al suo arresto mi fa ok con il pollice, mi abbasso la maschera e senza esitare lo raggiungo con un sorriso a 32 denti.

l'ostico backside sul ripido canale iniziale

quando arriviamo alla strettoia, tra le due soluzioni possibili, scegliamo di scendere a dx orografica e con calata in corda doppia, di pochi mt su sosta già attrezzata, siamo in breve depositati sui pendii sottostanti... ben più dolci


Non facciamo nemmeno in tempo a metabolizzare l'emozionante discesa che ci ritroviamo di nuovo alla Baita Segantini, avvolta in una fiabesca tormenta di neve


...e nella tormenta, anche questa splendida discesa, sembra un lontano ricordo


Daniele

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