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ATTENZIONE: in relazione alle gite inserite e descritte in questo blog, gli autori declinano ogni responsabilità per incidenti occorsi ad eventuali ripetitori. Inoltre non verranno indicate difficoltà, pendenze, materiali occorrenti ecc perchè crediamo siano informazioni che competono a guide alpine, libri e/o altri siti

sabato 25 gennaio 2014

Bus Tofana 3000mt

Giornata di fankazzismo puro: lotta senza pari alla sonno ma voglia comunque di far qualcosa.

Mi incontro con Michele e tra le varie proposte salta fuori il Bus Tofana che potrebbe essere buono.
Un pò di traffici di skipass e code ma alla fine guadagniamo l'ultima seggiovia che scopriamo essere aperta da poco.
Pensiamo di essere i primi della giornata e invece scopriamo poco dopo che ci sono ben 14 persone tra guide e clienti che stanno già salendo: è imperativo accelerare ed evitare la massa... e così sarà !
L'accesso in discesa al Bus (esp. Nord) è delicato per neve inconsistente ma perlomeno il cavo metallico è scoperto.
Alla partenza la prima curva è delicata sia perchè bisogna interpretare bene la neve (il vento ha tirato forte e all'impazzata creando accumuli più o meno duri/stabili) sia perchè ripidino ... per i novizi come me naturalmente.
Michele invece sciolto come sempre balzella tra un accumulo, una crosta e un fazzoletto di bella neve.
Nella parte bassa invece la crosta è infame che mi ha cucinato le gambe al microonde :-)

mani ghiacciate ... quindi una sola foto alla partenza :)))



sabato 11 gennaio 2014

Traversata forcella Rudo 2605mt e Val Bulla

11-01-2014

Si parte dal lago di Landro oggi e siamo in cinque: io, Carlo, Macs, Nello, Nicoletta.

Iniziamo con la Val Rienza e, poco dopo la palestra di roccia, si sale un pò a caso, a sx, tra gli alberi che occultano il bellissimo vallone che si deve raggiungere.

il vallone di salita: ubriacatura da zig-zag

Il canalone prosegue a pendenza regolare e la bella neve trovata non ci obbliga all'uso dei rampanti/ramponi.
Raggiungiamo la forcella Rudo e approfittiamo di crogiolarci al sole.

tipico panorama da forcella Rudo... merita!

Finalmente si parte per la discesa sul versante opposto e che risulta perfettamente trasversale alla Val Bulla.... L'ambiente qui è stupendo e offre svariate possibilità (anche di nuove salite).
In Val Bulla si scende tenendo preferibilmente la sx idrografica e si continua fino a raggiungere la statale Cortina-Dobbiaco a mezzo km dall'auto, compiendo un meraviglioso anello.




timide curve :)





dislivello salita = dislivello discesa = 1200mt

mercoledì 1 gennaio 2014

Forcella del Nevaio 2620mt e Val Campedelle - Cadini Misurina

31-12-2013

repetita iuvant ...l'anno scorso, stesso itinerario, eravamo alla ricerca di 5cm di neve fresca: decisamente più fortunato quest'anno, con 30cm belli belli.

Partiamo io Carlo, Riccardo, Davide e Giulia dal lago di Antorno con direzione rif. Fonda Savio.

oggi il rifugio sembra chiuso

Da lì a Sud verso Forcella del Nevaio, già tracciata.
In forcella accarezzati dal sole ci dimentichiamo dei -12° alla partenza; ci prepariamo e iniziamo a scendere preferendo il canalino a sx orografica, con meno tracce, dove troviamo neve leggermente crostosa.
All'altezza del rifugio proseguiamo tenendo la dx della valle, fino ad immetterci in val Campedelle: qui neve super (ma attenzione sempre a qualche sasso insidioso).

ci buttiamo in val Campedelle

Sul fondo della valle non ci resta che risalire verso forcella Rimbianco 2176mt dove poi ci attenderà un inaspettata discesa stupenda su neve, per molti tratti, senza traccia !

ultimi mt di cresta per arrivare in forcella Rimbianco

che neve e che curve sotto forcella Rimbianco

domenica 29 dicembre 2013

Forcella della Neve 2471mt - Cadini Misurina

28-12-2013

Tra Natale e S.Stefano le nevicate sono state copiose ma a temperature mediamente alte, con il risultato di trovare neve umida... e pericolosa.

Io e Carlo decidiamo per Forcella della Neve che con pendenze moderate si presenta come itinerario abbastanza sicuro.
Partiamo dal parcheggio su comoda traccia (profonda) fino ad arrivare al colle dove, più o meno, terminava il vecchio skilifit.

fantastico controluce, dove le tracce in salita finiscono

Qui le tracce terminano e fino in forcella sarà tutto da tracciare... troveremo 30-40cm su strato, sempre nuovo, ma più denso.
A pochi metri dalla meta abbiamo qualche sospetto di accumulo e così decidiamo per la forcella più altina e poco distante a DX.

prove tecniche di inversione in prossimità della forcella


giornata e panorami stupendi

Sebbene gli scarponi fossero in giornata test, la discesa sarà entusiasmante.

domenica 15 dicembre 2013

Fessura sud del Pelmo 2726mt

14-12-2013

Per oggi la scelta giusta del versante era sicuramente il Sud e, fra le poche possibilità, esce dal cilindro "la fessura Sud del Pelmo", tra Pelmo e Pelmetto.

Chiedo ai soci Carlo e Roy se possa essere una scelta azzeccata per la mia seconda scialpinistica... e vengo subito rassicurato :-)

Così partiamo da Casere di Coi 1580mt e, verso Nord, puntiamo alla fessura.

Pelmetto, Pelmo e in mezzo, seminascosta, la fessura

Superati i dolci pendii ci portiamo sotto il canale dove ci mettiamo gli sci in spalla a causa di un piccolo svalangamento.
Sopra, nel cuore del canale, rimettiamo gli sci ai piedi e li teniamo fino alla strozzatura rocciosa in alto.

parte alta, con in vista la strozzatura
Io qui, 2530mt, mi fermo (sopra c'è la no fly zone ed meglio non osare troppo).
Roy e Carlo proseguono seguendo un paio di cenge esposte che permetteranno di riguadagnare il canale e raggiungere la forcella.

Carlo e Roy finte le cenge arrivano al canalino che da accesso al canale sopra

La discesa è una meraviglia: neve tirata come un biliardo con 5cm di pappetta... perfetta !

bella neve dove si corre



parte finale della fessura (by Carlo)

Gran giornata ... se non fosse per la caduta da fermo rimettendomi gli sci, come un fico, su un sasso.

domenica 1 dicembre 2013

Mondeval 2455mt

01-12-2013

Oggi prima gita sci-alpinistica della stagione... e fortunata direi... visto la bella neve e la giornata stupenda.

Freddo a parte naturalmente... visto che io e Carlo partiamo a -10° dal tornante a 2000mt a Nord del passo Giau.
Raggiungiamo forcella Giau e così arriviamo al sole e ai meravigliosi panorami che il plateau offre.

vista sul Mondeval... e sullo sfondo il Pelmo

Breve discesa per poi risalire la cima su neve ventata.
Dalla vetta sci ai piedi scendiamo su neve a tratti morbida e a tratti crostosa che, nel mio caso, impongono ulteriore prudenza... e pian piano arrivo alla malga Mondeval: e questo è già un ottimo risultato.
Risaliamo verso forcella Gaiu in totale solitudine dove ci attenderà una bella discesa su polvere fino all'auto.

contro luce


risalita verso forcella Giau



Evvai...buona la prima

mercoledì 20 novembre 2013

Scialpinistica Senales

lettera di addio alla mia splitboard... per mano di Barbara, che ora l'ha adottata

17-11-2013
Sarò prolissa.

Si parte alle sei in direzione Maso Corto. Siamo io, Pella e Carlo. La meta è caldamente suggerita dal Pella, sa che lì ci possono essere posti con neve buona già adesso. Non ci sono programmi precisi perché bisogna andar là e vedere, io del resto ho recuperato una split usata giusto venerdì e la devo provare, devo imparare a fare le inversioni e capirla in discesa. Inoltre è la prima gita di scialp della stagione e ho tutte le intenzioni di prenderla con la dovuta cautela…

Beh arriviamo a Maso Corto e l’impressione iniziale è abbastanza scoraggiante, neve poca pochissima giù in valle. Siam sicuri che sul ghiacciaio ce n’è ovviamente, ma abbastanza da farci una bella gitarella? E poi quale gita? Punta Finale è subito bocciata dal Pella che giustamente mi fa notare che per un tavolaro è solo sofferenza, essendoci un traversone luuuugo sia in andata che al ritorno.

Poi la cabinovia va pagata e così, alla cieca, scoccia a tutti e tre. Parcheggiamo e decidiamo di chiedere info sulla neve nel ghiacciaio alla partenza degli impianti. Ma è proprio andando verso la partenza della cabinovia che un segno arriva dal cielo: una masnada di gggiovani in tute colorate aspetta in terrificante coda di salire. Non esiste che ci mettiamo in coda anche noi.

Sull’altro versante della valle c’è la seggiovia che sale alla baita Lazaun, la seggiovia è chiusa ma la pista sembra sufficientemente innevata. “Dai, andiam là, pelliamo e vediamo cosa c’è sopra”. E sopra, beh, c’è parecchio! I versanti nord della punta saldura e della cima stotz sono ben innevati, la conca sotto è tutta bianca di neve polverosa. C’è gente che sale sulla nord della saldura, la guardiamo, irresistibilmente attratti. Decidiamo di salire, fin quando ce la facciamo. È la prima gita e so di non essere allenata abbastanza per una gran salitona e poi discesona, proseguo fissando mentalmente il punto di non ritorno. Arrivo lì e poi vedo. Comincio anche a soffrire un po’ la quota, testa leggera e gran fiatone mi accompagnano su e poi giù.

Finora però la salita con la split e le pelli su questa neve che ti fa sprofondare è perfetta. Con le ciaspole avrei fatto il triplo della fatica. Fino a qui poche inversioni superate tranquillamente grazie ai consigli di Carlo e Luca.

L’ambiente è bellissimo, gli occhi dei ragazzi si accendono d’entusiasmo guardando il canalone da salire e soprattutto quello subito sulla sinistra da scendere, che è per la maggior parte intonso. Solo quattro bravi sciatori lo pennellano mentre noi saliamo e arrivano giù con la gioia dipinta in faccia.

Continuiamo, i ragazzi più veloci, io più lenta. Lo spettacolo è meraviglioso, siamo completamente in ombra per il resto della gita ora e comincia a far fresco. La pendenza si fa più sostenuta, il pendio è bello carico di una neve meravigliosa. Pella a più riprese mi invita a mettere i rampant se non mi sento sicura. Ma in realtà finora anche le inversioni mi son venute senza grosse difficoltà, magari goffe, ma efficaci, insomma, mi sento sicura.


risaliamo la pista verso la baita Lazaun


panoramica sopra la baita Lazaun, cima oberettes sulla destra

Continuo nonostante il fiatone e, ad un certo punto, si fa strada tra la stanchezza la consapevolezza di essere dove sono, in un posto meraviglioso, con un paesaggio spettacolare, nessuno più intorno, la luce cristallina e calda del primo pomeriggio che illumina le cime delle montagne intorno…e le dolomiti laggiù in fondo, mo’ guarda…con un mare di nuvole poco sotto…Anche i ragazzi un po’ più sopra sono incantati.

risalita sulla vedretta di Lagaun


risalita sulla vedretta di Lagaun, spuntano le dolomiti laggiù in fondo

Quando la pendenza aumenta ancora ad un certo punto sprofondo con il piede a valle e scivolo sotto la traccia. Con la mia scarsa esperienza non riesco a risalire in fresca per riguadagnare la traccia, non faccio più tenuta. Pella dall’alto mi dà istruzioni precise e tranquille per il montaggio dei rampant. Quindi, impiegando un tempo infinito in cui Pella e Carlo si congelano, monto i rampant, riesco finalmente a fare una rocambolesca inversione e poi attraverso tutto il canalone per spostarmi in un posto tranquillo dove prepararmi per la discesa. I ragazzi sono arrivati a 3100 o su di lì, io un poco più sotto.

Anche il montaggio della tavola mi richiede un tempo lunghino, causa inesperienza e ghiaccio su attacchi e clips.


dalla forcella, il pendio da scendere

Sono super stanca, le mie energie sono finite. Ma ci aspetta una discesa lunga, la neve è spettacolare. I ragazzi cominciano a scendere il canalone piuttosto pendente con neve bellissima. Io parto timida, cerco di fare amicizia con la mia nuova tavola, le gambe però sono andate, marce. Scendo come posso, poi comincia un tratto pari dove mi pianto, mi spianto e riparto sempre più affaticata. Di nuovo pendio in discesa, di nuovo tratto pari dove mi pianto. Di nuovo discesa. Mi devo fermare ogni 3 curve a riprendere fiato, Carlo mi allunga un’ostia di sali minerali ed io faccio la comunione. All’ultimo tratto pari poco prima della baita Lazaun io e il Pella ci stacchiamo la tavola e proseguiamo e piedi; Carlo porta pietosamente la mia, per farmi procedere più svelta. Io e Pella arriviamo alla baita “stanchini”…che dire…quasi tramortiti. L’ultimo tratto è la pista non battuta, super facile, praticamente fatta al buio e per quel che mi riguarda, con il sedere, perché ero veramente cotta. Spuntino rinfrancante alla Forst e via in autostrada, arriviamo alle macchine alle nove e mezzo.


Beh non male come prima gita della stagione…e pensare che credevo di fare giusto una pellatina di prova.
Gita bellissima, ambiente meraviglioso, neve incredibile. Grande intuizione del Pella.
Grazie Carlo e Pella per la pazienza, non vorrei sembrare troppo zuccherosa, ma è sempre un grande piacere passare del tempo con voi, mica solo perché mi avete aspettato e aiutato, ma soprattutto perché è bello andar per monti con voi.

Nonostante la discesa rocambolesca sono felice di essere venuta e di aver incontrato le difficoltà che ho incontrato. Come molti raccontano infatti, son quelle che più di ogni altra cosa scoprono i tuoi limiti, mettono alla prova la tua volontà e le tue capacità.

foto by Carlo

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