02-06-2012
Conclusione della stagione invernale degli "irriducibili".
Partiamo dal parcheggio q.1956 mt verso la val Setus (con Dario, Stefania, Leo, Marco, Paola, Luisa, Dizzy) con un filo di tristezza per la mancanza di neve che troveremo, poco sopra, a 2200mt.
inzia la neve e si calzano gli sci
La neve, come previsto, non ha subito rigelo ed è molle fin dall'inizio.
fine della val Setus... e ora si attraversa verso Ovest
Arrivati alla fine della Setus traversiamo verso dx (Ovest), superiamo l'imbocco della Culea per poi attaccare il piccolo canale che ci porterà alla val Ciadin. Quest'ultima non la percorriamo fino in fondo ma deviamo verso sx e si può considerare una sorta di scorciatoia per raggiungere Sas dei Ciamorces che, con i suoi 2999mt, rappresenta il punto più alto della giornata.
veduta aerea dal Sas dei Ciamorces verso i versanti Nord del Sella (si intravede la nostra traccia quando abbiamo attraversato)
Iniziamo a scendere verso sella del Pisciadu, imbocchiamo poi il famoso vallone che porterebbe al rif Cavazza ma che non raggiungiamo perchè prendiamo il canale che ci porta alla partenza della val Culea (Integrale).
una veduta sul Vallon di Pisciadu
ultimi momenti di relax alla partenza per la val Culea Integrale
Da qui scendiamo il ripido pendio da tenere sott'occhio perchè con ancora molta neve 'polentosa' e non sufficientemente bonificato ...
Leo si lancia verso l'imbuto che sembra un tuffo nel vuoto
e continuiamo poi nel suggestivo imbuto con il sonoro sottofondo delle cascate d'acqua copiose.
Dario: curve e cascatelle
ultime curve alla fine della val Culea
contributo foto slideshow di Leo:
...una chiusura di stagione con i fiocchi e in OTTima compagnia!
dislivello salita = dislivello discesa = 1160mt
profilo dei blogghisti
- rudy favero
- ATTENZIONE: in relazione alle gite inserite e descritte in questo blog, gli autori declinano ogni responsabilità per incidenti occorsi ad eventuali ripetitori. Inoltre non verranno indicate difficoltà, pendenze, materiali occorrenti ecc perchè crediamo siano informazioni che competono a guide alpine, libri e/o altri siti
domenica 3 giugno 2012
martedì 17 aprile 2012
Punta Penia - Marmolada - "intonsità"
Partiamo oggi io e Carlo con Margherita con l'idea di salire a Punta Penia.
Arriviamo a Pian dei Fiacconi e constatiamo, con sorpresa, che manca la traccia di salita.
Decidiamo comunque di continuare ma alziamo le antenne perchè la neve fresca è abbondante... troveremo infatti 30cm di neve fesca di bella qualità: nella prima metà su neve recente, mentre nella seconda metà poggiava su fondo duro.... uno spettacolo.

davanti a noi ci attende un lenzuolo immacolato
L'instancabile Carlo batte traccia inesorabile. Poco prima di arrivare alla dorsale siamo costretti a toglierci gli attrezzi perchè, data la ripidità, la neve polverosa poggiando su uno strato duro ci faceva scivolare... poco male e con 30mt di dislivello superiamo l'unico tratto ostico e alla dorsale ci raggiunge il 4°uomo della giornata (un simpatico alpinista di Trento con il quale condivideremo anche la discesa)
Di lì a poco saremo in vetta sempre con tempo stupendo.
Ci prepariamo alla discesa e partiamo... una goduria unica, tanto che decidiamo di fare poche foto e più filmati.


Carlo in azione. Appena partiti e sotto la dorsale prima dei piccoli sgrat sgrat
Piccola incertezza sotto la dorsale dove rischiamo di danneggiare i nostri attrezzi su un paio di crode e poi ancora giù, con neve stupenda fino all'imbocco del canyon.

ultime curve solitarie

espulsi dal canyon le nostre tracce solitarie in alto, sono un lontano ricordo
ed ecco il video :
Arriviamo a Pian dei Fiacconi e constatiamo, con sorpresa, che manca la traccia di salita.
Decidiamo comunque di continuare ma alziamo le antenne perchè la neve fresca è abbondante... troveremo infatti 30cm di neve fesca di bella qualità: nella prima metà su neve recente, mentre nella seconda metà poggiava su fondo duro.... uno spettacolo.
davanti a noi ci attende un lenzuolo immacolato
L'instancabile Carlo batte traccia inesorabile. Poco prima di arrivare alla dorsale siamo costretti a toglierci gli attrezzi perchè, data la ripidità, la neve polverosa poggiando su uno strato duro ci faceva scivolare... poco male e con 30mt di dislivello superiamo l'unico tratto ostico e alla dorsale ci raggiunge il 4°uomo della giornata (un simpatico alpinista di Trento con il quale condivideremo anche la discesa)
Di lì a poco saremo in vetta sempre con tempo stupendo.
Ci prepariamo alla discesa e partiamo... una goduria unica, tanto che decidiamo di fare poche foto e più filmati.
Carlo in azione. Appena partiti e sotto la dorsale prima dei piccoli sgrat sgrat
Piccola incertezza sotto la dorsale dove rischiamo di danneggiare i nostri attrezzi su un paio di crode e poi ancora giù, con neve stupenda fino all'imbocco del canyon.
ultime curve solitarie
espulsi dal canyon le nostre tracce solitarie in alto, sono un lontano ricordo
ed ecco il video :
lunedì 2 aprile 2012
Val Setus - Sella
01-04-2012
Sfumati i programmi più prestigiosi, decidiamo di fare una gita sul Sella.
Partiamo io e Alessio con l’intento di salire al Piz Boè per poi scendere il canale del Ghiacciaio…. Ma non facciamo i conti con un vento fortissimo a causa del quale fatichiamo a stare in piedi.
Proseguiamo allora verso il rif Boè con calma e tranquillità e soprattutto in assoluta solitudine (onestamente con tutto il ‘cinguettare’ sulla rete credevamo di trovare qualche altro avventore e invece niente).
Qui decidiamo per la Val Setus e dunque proseguiamo, tra vari sali-scendi su neve pressoché crostosa, verso f.lla dei Ciamorces 2929mt.

Alessio, appena superata la cornice della forcella
Ci buttiamo verso Nord nel vallone del rif Pisciadù su neve dura e lavorata facendo qualche slalom tra i sassi e poi traversiamo verso sx orografica per andare ad imboccare la Val Setus.
Qui constatiamo un innevamento buono e una neve dura, non ghiacciata (per fortuna) ma che, vista la pendenza, sconsiglia ogni caduta.


nel tratto iniziale, ripido

alla fine, in vista della strada del passo gardena... dove ci attende la neve-polenta delle piste
Sfumati i programmi più prestigiosi, decidiamo di fare una gita sul Sella.
Partiamo io e Alessio con l’intento di salire al Piz Boè per poi scendere il canale del Ghiacciaio…. Ma non facciamo i conti con un vento fortissimo a causa del quale fatichiamo a stare in piedi.
Proseguiamo allora verso il rif Boè con calma e tranquillità e soprattutto in assoluta solitudine (onestamente con tutto il ‘cinguettare’ sulla rete credevamo di trovare qualche altro avventore e invece niente).
Qui decidiamo per la Val Setus e dunque proseguiamo, tra vari sali-scendi su neve pressoché crostosa, verso f.lla dei Ciamorces 2929mt.

Alessio, appena superata la cornice della forcella
Ci buttiamo verso Nord nel vallone del rif Pisciadù su neve dura e lavorata facendo qualche slalom tra i sassi e poi traversiamo verso sx orografica per andare ad imboccare la Val Setus.
Qui constatiamo un innevamento buono e una neve dura, non ghiacciata (per fortuna) ma che, vista la pendenza, sconsiglia ogni caduta.


nel tratto iniziale, ripido

alla fine, in vista della strada del passo gardena... dove ci attende la neve-polenta delle piste
lunedì 26 marzo 2012
Punta Penia - Marmolada 3344mt
25-03-2012
Gita per la classica via di salita-discesa per lo 'spallone'.
Partiamo con un bel cielo sereno io, Marco e Andreas con la cestovia e dal Pian dei Fiacconi proseguiamo in traverso verso Ovest per raggiungere il vallone sotto la Nord (ancora piuttosto spelacchiata) della Penia.
La salita è graziata da 20cm di bella neve ma prima di rimontare sulla dorsale troviamo un tratto ripido di neve dura. Nel tratto ripido che fa da spartiacque tra la parete NW e la parete N sono solo 10cm di neve fresca che poggiano su fondo duro e la progressione è alquanto 'scivolosa'... poi le cose migliorano mentre peggiora la visibilità e in vetta non si vede più niente e per giunta arriva un'innoqua burrasca di neve.
La discesa avverrà per la stessa linea di salita e in basso optiamo per proseguire dritti verso il canyon fino a raggiungere l'acquedotto (toccando solo un paio di sassetti peraltro abbastanza coperti da neve trasformata)

tutto grigio partiti dalla vetta

passaggio delicato... soprattutto per le lamine

sotto la Nord si può spingere (mentre altri skialp salgono)

bella neve

pronti a buttarci nel sempre suggestivo canyon
... ne valeva la penia!
Gita per la classica via di salita-discesa per lo 'spallone'.
Partiamo con un bel cielo sereno io, Marco e Andreas con la cestovia e dal Pian dei Fiacconi proseguiamo in traverso verso Ovest per raggiungere il vallone sotto la Nord (ancora piuttosto spelacchiata) della Penia.
La salita è graziata da 20cm di bella neve ma prima di rimontare sulla dorsale troviamo un tratto ripido di neve dura. Nel tratto ripido che fa da spartiacque tra la parete NW e la parete N sono solo 10cm di neve fresca che poggiano su fondo duro e la progressione è alquanto 'scivolosa'... poi le cose migliorano mentre peggiora la visibilità e in vetta non si vede più niente e per giunta arriva un'innoqua burrasca di neve.
La discesa avverrà per la stessa linea di salita e in basso optiamo per proseguire dritti verso il canyon fino a raggiungere l'acquedotto (toccando solo un paio di sassetti peraltro abbastanza coperti da neve trasformata)

tutto grigio partiti dalla vetta

passaggio delicato... soprattutto per le lamine

sotto la Nord si può spingere (mentre altri skialp salgono)

bella neve

pronti a buttarci nel sempre suggestivo canyon
... ne valeva la penia!
lunedì 12 marzo 2012
Forcella dell'Om (cima Uomo)
11-03-2012
Gran bella gita in questo avaro inverno.
Siamo io, Macs, Antonello, Marco e partiamo dal p.so San Pellegrino sfruttando gli impianti (seggiovie di cima Uomo) che ci depositano a 2400mt. Iniziamo in traverso su neve dura, prevalentemente portante, per poi salire il ripido canale che ci porterà, con poco più di 400mt di dislivello, alla forcella dell'Om.

salita

con il fardello in groppa, prossimi alla forcella
Qui veniamo accolti dal previsto vento, a tratti molto forte, che ci obbliga ad accurate valutazioni... La neve nell'opposto e ripido canale è pochina e permetterà di scendere per 100mt su un corridoio stretto per poi consentire una bella discesa su neve polverosa, ma un pò lavorata.



sequenze sul primo canalone
Continuiamo su neve bella polverosa e qualche infida crosta dove ha preso un pò di sole.


sequenze sulla parte finale... che neve!
Proseguiamo tenendo la sx orografica lungo la suggestiva nonchè stupenda val San Nicolò senza scorgere anima viva la cui unica prova di presenza umana era una traccia di skialp probabilmente del giorno prima.
Infine per la lunga stradina giungiamo a Pozza di Fassa dove, sfruttando gli skibus, rientriamo all'auto al p.so san Pellegrino.

ed ecco il video:
dislivello salita = 400mt
dislivello discesa = 1000mt
Gran bella gita in questo avaro inverno.
Siamo io, Macs, Antonello, Marco e partiamo dal p.so San Pellegrino sfruttando gli impianti (seggiovie di cima Uomo) che ci depositano a 2400mt. Iniziamo in traverso su neve dura, prevalentemente portante, per poi salire il ripido canale che ci porterà, con poco più di 400mt di dislivello, alla forcella dell'Om.

salita

con il fardello in groppa, prossimi alla forcella
Qui veniamo accolti dal previsto vento, a tratti molto forte, che ci obbliga ad accurate valutazioni... La neve nell'opposto e ripido canale è pochina e permetterà di scendere per 100mt su un corridoio stretto per poi consentire una bella discesa su neve polverosa, ma un pò lavorata.



sequenze sul primo canalone
Continuiamo su neve bella polverosa e qualche infida crosta dove ha preso un pò di sole.


sequenze sulla parte finale... che neve!
Proseguiamo tenendo la sx orografica lungo la suggestiva nonchè stupenda val San Nicolò senza scorgere anima viva la cui unica prova di presenza umana era una traccia di skialp probabilmente del giorno prima.
Infine per la lunga stradina giungiamo a Pozza di Fassa dove, sfruttando gli skibus, rientriamo all'auto al p.so san Pellegrino.

ed ecco il video:
dislivello salita = 400mt
dislivello discesa = 1000mt
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mercoledì 4 gennaio 2012
Henne (monte Corno) - Val Aurina
03-01-2012
Purtroppo si continua all'insegna della poca neve e del tanto vento.... ma i 15cm di neve polverosa caduti durante la notte scorsa andavano assolutamente sfruttati.
Così partiamo da Rio Bianco io e i locals Rainer e Klaus imboccando la pista da slittino che dolcemente ci porterà verso due stupende malghe.
Qui imbocchiamo a sx un sentiero nel bosco rado che poco dopo si aprirà sui dolci pendii... che ci fanno pregustare la bella discesa che ci aspetta!

in vista del Passo (la Henne sulla sx)
Purtroppo arrivati al Passo Gornerjoch (Giogo del Corno) , dopo 1000mt di dislivello, constatiamo che la nostra Henne (che in lingua locale significa gallina) è piuttosto spellacchiata e spazzata dal vento mettendo in bella vista una brutta pietraia.

panorama eccezionale in Valle Aurina
Al sole ci prepariamo per la discesa che, in questi periodi piuttosto magri, posso definire tranquillamente stupenda.

Rainer apre le danze

...a seguire Klaus

si continua a scendere incorniciati da montagne che meritano di essere rivisitate
Purtroppo si continua all'insegna della poca neve e del tanto vento.... ma i 15cm di neve polverosa caduti durante la notte scorsa andavano assolutamente sfruttati.
Così partiamo da Rio Bianco io e i locals Rainer e Klaus imboccando la pista da slittino che dolcemente ci porterà verso due stupende malghe.
Qui imbocchiamo a sx un sentiero nel bosco rado che poco dopo si aprirà sui dolci pendii... che ci fanno pregustare la bella discesa che ci aspetta!

in vista del Passo (la Henne sulla sx)
Purtroppo arrivati al Passo Gornerjoch (Giogo del Corno) , dopo 1000mt di dislivello, constatiamo che la nostra Henne (che in lingua locale significa gallina) è piuttosto spellacchiata e spazzata dal vento mettendo in bella vista una brutta pietraia.

panorama eccezionale in Valle Aurina
Al sole ci prepariamo per la discesa che, in questi periodi piuttosto magri, posso definire tranquillamente stupenda.

Rainer apre le danze

...a seguire Klaus

si continua a scendere incorniciati da montagne che meritano di essere rivisitate
martedì 27 dicembre 2011
nei pressi di Monte Regola (Regelspitz) - Val casies
Con le nevi di novembre avevo deciso di non muovermi convinto di partire con le uscite da dicembre e invece questo fine 2011 si presenta piuttosto atipico.... e catastrofico per gli sciatori.
Nonostante le creste siano spazzate dai venti uno dei pochi posti in zona (senza dover ricorrere all'Austria) per trovare un pò di neve polverosa, con spessori ragionevoli, è la Val Casies che è stata graziata da più neve ed è anche un discreto frigorifero per conservarla.
Partiamo io, Macs e Antonello da santa Maddalena e risaliamo la pista dello skilift dove al suo termine prendiamo la mulattiera a sx. Al primo bivio giriamo a dx e ci immettiamo in una valle dalle infinite possibilità, il cui spartiacque è un torrente.

valle stupenda
Noi decidiamo di tenerci sulla dx orografica e risaliamo tra sole e ombra verso il Monte Regola ma, prima di raggiungerlo pieghiamo a sx per raggiungere una delle innominate cime.
Io mi fermerò alla sella dopo 1100mt di dislivello leccandomi le ferite [scoprirò poi una vescica grande come una moneta da 2€ :-( ] mentre i soci raggiungeranno la cima 200mt più sopra.

sella/cresta. La meta alle mie spalle.
La loro discesa dalla cima non mi provocherà nessuna gelosia visti vari skrat skraaat delle lamine sui sassi... il proseguo della gita invece sarà tranquillo senza urti e su bella neve!

prime curve in alto
dislivello salita = dislivello discesa = 1300mt
Nonostante le creste siano spazzate dai venti uno dei pochi posti in zona (senza dover ricorrere all'Austria) per trovare un pò di neve polverosa, con spessori ragionevoli, è la Val Casies che è stata graziata da più neve ed è anche un discreto frigorifero per conservarla.
Partiamo io, Macs e Antonello da santa Maddalena e risaliamo la pista dello skilift dove al suo termine prendiamo la mulattiera a sx. Al primo bivio giriamo a dx e ci immettiamo in una valle dalle infinite possibilità, il cui spartiacque è un torrente.

valle stupenda
Noi decidiamo di tenerci sulla dx orografica e risaliamo tra sole e ombra verso il Monte Regola ma, prima di raggiungerlo pieghiamo a sx per raggiungere una delle innominate cime.
Io mi fermerò alla sella dopo 1100mt di dislivello leccandomi le ferite [scoprirò poi una vescica grande come una moneta da 2€ :-( ] mentre i soci raggiungeranno la cima 200mt più sopra.

sella/cresta. La meta alle mie spalle.
La loro discesa dalla cima non mi provocherà nessuna gelosia visti vari skrat skraaat delle lamine sui sassi... il proseguo della gita invece sarà tranquillo senza urti e su bella neve!

prime curve in alto
dislivello salita = dislivello discesa = 1300mt
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