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ATTENZIONE: in relazione alle gite inserite e descritte in questo blog, gli autori declinano ogni responsabilità per incidenti occorsi ad eventuali ripetitori. Inoltre non verranno indicate difficoltà, pendenze, materiali occorrenti ecc perchè crediamo siano informazioni che competono a guide alpine, libri e/o altri siti

sabato 27 agosto 2011

via Dibona - Torre Grande di Falzarego SudEst

26-08-2011

Oggi io, Michele, Loris e Roberto abbiamo preferito una via con poco avvicinamento... così abbiamo scelto la zona Falzarego.

tracciato della via Dibona

La via Dibona parte dalle rocce sovrastanti i ruderi del vecchio ospedale militare.
La chiodatura qui è molto buona con anelli cementati alle soste e addirittura su alcuni passaggi intermedi (....e poi capiremo meglio "addirittura")


Michele sui primi tratti verticali (si vede in cima la parete gialla strapiombante quasi al termine della via)

Nella seconda parte invece si verticalizza con belle placche articolate e discrete possibilità di integrare le protezioni fino ad effettuare un traverso esposto a sx, al termine del quale i chiodi (sia di passaggio che alle soste) quasi spariscono.
Si arriva infatti al tiro chiave, il 9°, dove facciamo sosta chi su un masso incastrato chi su uno spuntone, pronti a partire per la lama staccata su parete leggermente strapiombante... qui troveremo 3 chiodi di passaggio ma con una sosta, da brivido, sul pulpito al termine del tiro: un chiodo su roccia gialla buono come stendibiancheria (ecco che ci torna in mente lo sfarzo di chiodi cementati dei tiri precendenti)

Roberto parte per il tiro chiave su roccia gialla

Da qui parte un passaggio duro (possibilità di A0 traballante che abbiamo comunque sfruttato) che in 25mt ci porterà a termine via.

...indi per facili roccette (I°,II° e pass III°) la discesa verso Nord e poi Ovest sarà delicata ma agevole

discesa (tutta segnata con bolli rossi) verso Ovest con in vista il Lagazuoi




panoramica della discesa

Via Dibona: disliv 300mt (sviluppo 350mt), 10 tiri, soste cementate o a spit solo nella 1^parte, chiodi di passaggio pochi, difficoltà max V e V+ (o A0)


mercoledì 24 agosto 2011

Via Bonetti - Lastoni di Formin

23-08-2011

con la calura di questi giorni la scelta della via imponeva un versante all'ombra... e così io e Antonello abbiamo visto che la via Bonetti, versante Ovest dei Lastoni di Formin, faceva al caso nostro.

i contrafforti dei Lastoni di Formin... e la nostra via

Si parte da p.sso Giau. Dopo un paio di forcelle e 200mt prima di f.lla Giau si piega a sx per raggiungere la base della via.

Decidiamo di partire un pochino più a sx dov'è più verticale e imbocchiamo una fessura, che a volte di trasforma in camino, che sarà la nostra direttrice per quasi metà via.
Alcuni incastri, complice lo zaino, sono risultati piuttosto faticosi facendoci percepire difficoltà maggiori.


un paio di passaggi della prima metà via

Al penultimo tiro il sole fa capolino ed è una mazzata.
L'ultimo tiro è un bellissimo diedro giallo dove ci sono diverse possibilità di integrare le protezioni.

Antonello pronto a partire per il diedro

E finalmente si sbuca sui piani inclinati dei Lastoni in un paesaggio stupendo ... e dovremo rientrare verso la base del Mondeval e in leggera salita verso la f.lla Giau e di seguito fino all'auto.

rientro lungo ma con paesaggi di prim'ordine! (sullo sfondo il Civetta)

Via Bonetti: disliv 300mt, 10 tiri, soste quasi tutte chiodate, chiodi di passaggio pochi, difficoltà max IV+

giovedì 18 agosto 2011

ferrata Paolin Piccolin - Cime d'Auta 2624mt

18-08-2011

panoramica dell'itinerario (sx salita, dx discesa)

Tante le idee per oggi e alla fine abbiamo scelto questo itinerario semplicemente stupendo.
Questa gita non viene scelta da chi ricerca solo le difficoltà (la ferrata non rientra tra le "molto difficili" anche se presenta diversi tratti verticali o esposti che non vanno sottovalutati) ma indicata per chi ricerca scenari selvaggi poco frequentati e panorami mozzafiato... oggi purtroppo rovinati da qualche nube bassa di troppo.

Si parte da Colmean (tra Falcade e Canale d'agordo) verso Baita Cacciatori e a seguire ...

...Baita Giovanni Paolo I°

Da qui il sentiero si inripidisce ulteriormente fino a raggiungere l'attacco della ferrata dopo circa 1000mt di dislivello.

certi animali in montagna si arrampicano come...stambecchi


ed eccoci all'attacco in compagnia delle nuvole basse

L'itinerario parte subito ripido e agevolato da qualche scala metallica

tratto ripido
e dopo un oretta raggiungiamo f.lla di Medil dove si aprono bei scorci su malga Ciapela.

panorami verso Marmolada e Padon...compromessi dalle nubi

....Indi per facili roccette e cenge friabili raggiungeremo la vetta, purtroppo completamente avvolta dalle nuvole.

paesaggio lunare in vetta Cima d'Auta

Ora in discesa proseguiamo verso f.lla del Negher.


ecco cosa ci aspetta (dalla base della vetta a f.lla del Negher)


a metà traversata, vista sul lago dei Giai o del Negher


fine difficoltà a f.lla del Negher e uno sguardo alla Cima raggiunta


e poi di seguito per i ripidi prati che ci condurranno alla baita Col Mont ed infine all'auto... con le gambe contente.

qualche tornante erboso

Dislivello salita = Dislivello discesa = 1400mt

domenica 31 luglio 2011

ferrata Strobel - Pomagagnon

31-07-2011

Viste le premesse di probabili temporali già a metà giornata... direi che la giornata è stata ottima! ...su una bella ferrata che non ripercorrevo da molto tempo.

Siamo partiti da loc. Fiames (vicino a Cortina) e per ripido sentiero raggiungiamo l'attacco della ferrata e dopo i soliti convenevoli di allaccio imbrago, cordoni, moschettoni ecc, partiamo seguendo il cavo metallico con a tratti qualche scaletta verticale.

ferrata che permette di tenere sempre sott'occhio l'auto parcheggiata ;-)


durante la salita, scorci su Cortina

La ferrata è molto trafficata ma tra un "permesso" e un "mi scusi" riusciamo a guadagnare qualche posizione fino a raggiungere la vetta alle h. 12,00.
Il panorama su Cortina e tutte le cime che la attorniano è impagabile.

Un piccolo spuntino e poi attravesiamo fino a raggiungere la forcella che dà accesso al canalone ghiaioso polveroso che ci depositerà sulla stradina Cortina-Dobbiaco.

durante il traverso, verso la forcella.

lunedì 27 giugno 2011

rifugio Padova - sentiero naturalistico

26-06-2011

Dopo una doverosa pausa, un mese sabbatico, si riprende contatto con la montagna con un approccio molto soft ma in luoghi che, dal punto di vista floro-faunistico, sono semplicemente stupendi.

rif Padova con sullo sfondo il Monfalcon (che ispira nuove gite invenali)

Raggiunto il rif. Padova dopo tre quarti d'ora di cammino proseguiamo per sentiero 352, verso casera Vedorcia tra boschetti, prati e ruscelletti in assoluta pace e tranquillità.

ranocchio e mimetismo


Rio de Val

Raggiunto Rio de Val, per non affaticare troppo la nuova 'praticante' abbiamo deciso di imboccare il sentiero che segue il corso del torrente e, tra guadi e dirupi, ci porterà all'auto.

caldo piacevole al sole...fresco refrigerante nel boschetto


un pò di prudenza sul guado con rocce lisce... ma Anna, al suo 4°mese, tra gli schizzi d'acqua è tranquilla!!!

sabato 21 maggio 2011

Val Culea - Sella

...e con la gita di oggi, sia io che Alessio, concludiamo definitivamente la stagione invernale.

panoramica dell'itinerario visto dal passo gardena

Partiamo dal passo Gardena camminando sull'erba per una decina di minuti e poco dopo si possono calzare gli sci. Io invece, convinto di un rigelo notturno, parto senza pelli e tavola in groppa, trovandomi poco dopo a sprofondare molto, su neve tendente al marcio.
La salita continua sempre faticosa ma l'ambiente superlativo allevia le fatiche finchè arrivo alla cengia mediana.... dove mi fermo.
Nel frattempo Alessio sale alla parte alta della Culea ma desiste a 2/3 della salita perchè presenta neve crostosa e sicuramente, al momento, non ben sciabile.

parte alta della Culea... crostosa (migliorerà qualche ora più tardi)

La discesa non è quella goduria su firn che speravamo ma alla fine ne è risultata una discreta sciata sempre su neve molto bagnata (da evitare sicuramente scendere dopo le h.11 soprattutto se in giornate calde e serene)... forse meglio sciabile con lo snowboard che con gli sci.

l'impluvio-strettoia caratteristico .... dove scendere


Alessio in azione nella strettoia (in bella vista il p.sso Gardena)


e nella parte bassa

bene... ora pensiamo alle escursioni estive !

domenica 1 maggio 2011

Canalone Vernel 3000mt


una zoommata sul piccol grand canalon Vernel

30-04-2011

Eccolo là... sempre stato là... in bella vista... ma mai fatto!!!
E così all'ultimo giorno di apertura della cestovia in Marmolada (come non approfittare?) partiamo per questo stupendo itinerario, che visto dal lago di Fedaia sembra "in piedi" mentre poi è risultato, sebbene ripido, ben più umano.

Io, Bruno, Pietro e Marco partiamo subito in discesa, perdendo quota, verso l'imbocco del famoso canyon dove ci attrezziamo per la salita.
La neve sembra bellina, giusti quei 10-20cm su fondo duro, che ci permette un agevole progressione e ci fa sperare in una bella sciata.

da poco iniziata la salita

Ad un certo punto, a metà canalone, un gruppo di 6-7 persone che ci ha preceduto e che sta già scendendo grida:"occhio valanga!!!!" .... ma alla fine tutto si riduce ad un innocua colata e soprattutto scopriamo poco dopo che è stata staccata da un nostro amico... che forse voleva aumentarci il coefficente di difficoltà.

... è anche giunto il momento di proseguire a piedi, con ramponi, fino a raggiungere la meta, ovvero la forcella compresa tra il Piccolo e il Gran Vernel.
Prima di iniziare la discesa dobbiamo attendere il diradarsi delle nubi ma finalmente, con visibilità buona, iniziamo questa entusiasmante discesa su neve bella fino a 2300mt


Bruno 'apre'


prime curve (sulla sx il distacco di neve fresca)




piccola pausa fotografica

... dopodichè inizierà una sbobba polentosa infernale che ci accompagnerà fino al lago di Fedaia.

dalla Sercer Production... il video !

Canalone Vernel 3000m Snowboard from pietro ciotti on Vimeo.

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