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ATTENZIONE: in relazione alle gite inserite e descritte in questo blog, gli autori declinano ogni responsabilità per incidenti occorsi ad eventuali ripetitori. Inoltre non verranno indicate difficoltà, pendenze, materiali occorrenti ecc perchè crediamo siano informazioni che competono a guide alpine, libri e/o altri siti

sabato 3 novembre 2018

Cima Ciarido 2504mt

20-10-2018

Le proposte e le idee sono tante ma oggi seguiamo l'idea di Federico: la variante Nord alla Cima Ciarido, ma niente di serio.
Partiamo io, Thomas, Andrea, paola e Federico dal rif Ciareido e, percorrendo i versanti Sud del monte Ciarido, ci dirigiamo al vallone che scende dal Pupo.
Raggiunta la forcella pieghiamo verso dx per percorrere il ripido versante Ovest della Cima (passaggi di I-II°) fino a raggiungere una scomoda e aerea forcellina che ci porta alla base di un pilastro decisamente verticale e non del tutto sano: il tratto chiave della nostra salita.
Qui metabolizziamo meglio le parole del mattino di Federico: non ci sono relazioni ma valuto il passaggio finale tra il II°, il IV° e il Boo°
Tra le varie alternative per superare l'ostacolo optiamo per un passaggio secco (forse IV°), che tira Thomas, che ci porta in un diedro un pò più facile, ma marcio, e dopo aver scaricato a valle qualche 'televisore roccioso' raggiungiamo la cresta dell'anticima.
Dalla cima si gode una bella veduta e la giornata serena aiuta ad ammirare il panorama.
La discesa avviene lungo la via normale, versante Sud, che è decisamente bella e articolata. I passaggi si alternano tra roccia e erba e non sono da sottovalutare
P.S.: Nella parte bassa ci sono due varianti (tant'è che ci siamo divisi): una segue dritta la verticale di discesa (ometti) e una piega decisamente a destra orografica (andando a prendere un canalino in salita nascosto)

Dislivello salita = dislivello discesa = 700mt


una visuale del Pupo dal versante Ovest di salita


passaggio caratteristico della salita versante Ovest. foto by @Federico Canella


tratto chiave della salita... bravo Thomas. foto by @Federico Canella


ultimi metri per la Cima


momenti di discesa e contemplazione



venerdì 2 novembre 2018

Torre Alleghe - gruppo Civetta 2649mt

13 ottobre 2018

Partiamo io e Alessio dai Piani di Pezzè
Raggiungiamo il rif Coldai e proseguendo lungo il sentiero Tivan fino a raggiungere un ampia forcella che ci fa vedere la caratteristica Torre Coldai (verticale di roccia giallo e nera) e anche la nostra Torre appena a dx.
La via normale è abbastanza evidente e a bolli rossi e si svolge su terreno di I° con roccia mediamente buona.
Il versante di salita (e discesa) è quasi tutto al sole e quindi rende più difficile la presenza di ghiaccio (che a queste quote, e in questa stagione, non sarebbe raro)
La vetta è molto comoda e discretamente panoramica , con l'incombente Civetta lì vicino.
Caratteristica vista del Pelmo e del rif Coldai


esplorazioni per la prossima stagione invernale :)


vetta


divagazioni su una cima secondaria, con dietro la nostra cima appena salita

venerdì 31 agosto 2018

Gallerie del Paterno

23-08-2018

Un bel giro al cospetto delle 3 cime di Lavaredo.
Partiamo dal rif Auronzo e raggiungiamo il rif Lavaredo e il rif Locatelli.
Qui calziamo gli imbraghi e piazziamo le lampade frontali sul casco.
Le gallerie della grande guerra sono sempre affascinanti; quando queste finiscono inizia la ferrata, facile, in salita fino a forcella del Camoscio.
Qui si scende per sentiero ripido esposto con bolli rossi, fino a deviare a destra dove, per sentiero-cengia arriveremo a forcella Passaporto e in breve a forcella Lavaredo
...e anche oggi siamo riusciti a non prendere neanche una goccia d'acqua :)





all'inizio, passaggi di accesso alle gallerie


tratto finale della salita verso forcella del Camoscio


da una galleria la spettacolare vista sulle 3 cime di Lavaredo


parte finale dell'itinerario attrezzato: manca poco alla fine dei giochi


Giro delle Pale di San Martino in MTB

19-08-2018

Giro a dir poco spettacolare.
Parto da solo, da Falcade e prendo la cabinovia 'le buse' da qui scendo per mulattiera fino alla strada del passo Valles.
Da qui scendo fino all'imbocco della val venegia; qui la strada è zeppa di gente ma con calma si passa, fino a raggiungere la baita Segantini
Da qui si scende fino a passo Rolle e giu fino a San Martino di Castrozza (con qualche bella variante 'taglia-tornante').
Si prende ora la cabinovia e la funivia che mi porteranno alla base de La Rosetta. Ora in discesa fino al rif Rosetta Pedrotti dove farò pausa pranzo... anchè qui in un mare di gente.

Quando si riparte, alla volta del sentiero 756, si entra in un altra dimensione: la gente è sparita e si pedala in mare di roccia.
A forcella Antermarucol seguo la deviazione per il sentiero 761 che costituisce il tratto chiave della discesa... per poi diventare più facile e stupendo fino a malga Campigat e successivamente in Valle San Lucano - Taibon Agordino

Dislivello salita = 1500mt
Dislivello discesa = 3000mt

dall'arrivo della cabinovia le buse: la giornata promette bene


quasi a baita Segantini: vista sui tornanti appena fatti in salita e vista su Travignolo, Vezzana ecc


passo Rolle: inizio di un singletrack 'taglia-tornante'


stazione a monte della funivia: vista su rif Rosetta Pedrotti


tratto di sentiero 761 con vista su Vezzana versante Sud


ora splendida discesa verso malga Campigat


Lagazuoi e gallerie - Anello

17-08-2018

Oggi con i bimbi un giro ad anello facile...ma con un po di pepe
Dalla stazione a monte del della funivia del Lagazuoi partiamo e raggiungiamo la forcella Lagazuoi, forcella Travenanzes, forcella GasserDepot e forcella Granda.
Fin qui tutto facile e bello.
La discesa dalla forcella Granda invece è delicata perchè ghiaiosa e non attrezzata ma, con calma, tutto ok e raggiungiamo il sentiero 20 che ci ricondurrà al punto di partenza, dove intraprenderemo la discesa delle gallerie della grande guerra: un suggestivo dedalo di gallerie e cenge che porteranno gioia ai bimbi.

Dislivello salita = 600mt
Dislivello discesa = 1300mt
nei pressi di forcella Granda con il rifugio Lagazuoi in lontananza


delicata discesa da forcella Granda, per sentiero 1020


da forcella Granda vista verso il Laghetto sotto la Scotoni


tratti di discesa


ultima cengetta

Coglians 2780mt

03-08-2018

Coglians, la vetta più alta del Friuli
Partiamo io e Giorgio dal rif Tolazzi verso rif Lambertenghi Romanin dove pernotteremo.
Il rifugio si presenta bene ed ospitale.
L'indomani partiamo verso il passo Volaia, che sovrasta l'omonimo stupendo lago, e successivamente verso destra per portarci nel versante N del Coglians.
Superato un ghiaione si arriva all'attacco della ferrata, dritta, verticale e molto atletica.
Dal mio punto di vista sono stati ricercati troppo i passaggi difficili (le placconate), che poi sono stati costretti a creare dei gradini artificiali sulla roccia... discutibile .
Finita la parte verticale ci si sposta verso destra per poi risalire facilmente verso la cresta e poi alla vetta.
La discesa avviene per la via normale in S ma a circa metà decidiamo di deviare decisamente a destra per intercettare la variante Spinotti: un sentiero a tratti esposto e non sempre attrezzato, che porta un pò sotto il rif Lambertenghi
Poi discesa verso il Tolazzi a farci una bella birretta!

Dislivello di Salita = Dislivello di discesa = 1500mt



il rifugio Lambertenghi


il lago Volaia con a sx la forcella che dà accesso ai versanti N del Coglians


sulla cresta finale, scorci sul versante N del Coglians


in vetta ci si mette comodi


altra vista sulla vetta


Battute finali della variante Spinotti

Spigolo Dibona Grande Lavaredo

29-07-2018

Si re-inizia ad arrampicare in montagna dopo 2 anni... ovviamente da secondo di cordata.
Così seguo Carlo e Margherita in questo viaggio su roccia molto suggestivo, anche per le nuvole spesso ci hanno avvolto.
La via ha una parte iniziale più verticale con alcune sezioni di IV+ (un passaggio V-) poi diventa più appoggiata e più facile.
Sebbene a prima vista non sembri, la parete è molto grande ed è facile perdersi nell'immensità della 'croda'
*** unica nota: le soste sono tutte bruttine, diciamo classiche e vetuste

Raggiunta la cengia anulare (100mt sotto la cima) la si percorre in senso orario e si scende andando a raggiungere le calate della "via normale" che comunque si presenta laboriosa e da non sottovalutare per diversi passaggi di 1°-2° da fare slegati.


Forcella Lavaredo: la mistica veduta delle Tre Cime di Lavaredo, avvolte nelle nubi


una delle prime soste, con veduta sul rif Locatelli


uno dei tratti verticali della via


uno dei spettacolari tratti della cengia anulare


in sosta per attrezzare una delle prime calate

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